La holding finanziaria privata PPF Group e il costruttore di imbarcazioni francese Bénéteau, guidato dal Ceo Gianguido Girotti (oltre un miliardo di fatturato, 7.400 dipendenti e 130 anni di storia), hanno completato il loro investimento nell’azionariato di Dream Yacht Group, tra le principali compagnie al mondo per il Turismo Nautico, con una joint venture che apporterà 60 milioni di euro di nuovi capitali, di cui il 60% da parte di PPF e il 40% da Bénéteau. Insieme i due nuovi azionisti deterranno l’87% del capitale sociale: il restante 13% resta a Loïc Bonnet, fondatore e CEO di Dream Yacht Group, al fondo NextStage, che reinvestirà 2,6 milioni di euro, e alla compagnia Fountaine-Pajot.
L’investimento ha l’obiettivo di supportare la strategia di lungo termine di Dream Yacht Group di sviluppo nei settori del turismo nautico, del noleggio di barche, con o senza equipaggio, e delle crociere in catamarano, che stanno vivendo una forte crescita. Il gruppo si sta, infatti, aprendo alla possibilità di acquisire nuove barche: più di 265 barche a vela, al 100% made in France (di cui 70% catamarani e 30% monocarena) che si aggiungeranno alla flotta di Dream Yacht Group entro i prossimi due anni. “Con l’ingresso nel nostro capitale di due operatori globali, che possono contare su una consolidata esperienza nel mondo dell’industria e della finanza, Dream Yacht Group si assicura una solida base finanziaria per favorire la propria crescita – afferma Loïc Bonnet -. Ora la priorità è soddisfare i bisogni di una clientela in forte aumento, che desidera navigare senza limitazioni, e di intensificare lo sviluppo della nostra digitalizzazione”.
L’alleanza fra PPF, fondato nel 1991 a Praga (Cecoslovacchia) e con sede ad Amsterdam nei Paesi Bassi, e Groupe Bénéteau di cui fanno parte 12 marchi (Bénéteau, Jeanneau, Lagoon, Prestige, l’italiano Montecarlo Yachts, Excess, Construction Navale Bordeaux (CNB), i brand statunitensi Four Winns, Glastron, Wellcraft e Scarab, e l’ultimo arrivato, il cantiere polacco Delphia Yachts, acquisito nell’estate del 2018) “mette insieme – si legge nella nota ufficiale – un investitore che gestisce circa 40 miliardi di euro, e che fa leva sulla trasformazione digitale nelle sue partecipazioni allo scopo di consolidare un mercato frammentato su scala globale come quello del charter nautico, e la volontà di un grande gruppo industriale di diversificare i propri servizi“.
