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Tra le architetture milanesi con la app ‘Pure’

Garage Italia in viale Certosa 86 di Mario Bacciocchi (1951-53). Ph. Hennekam

Tra le architetture milanesi con la app ‘Pure’

by Paola Cassola
19 Febbraio 2021

Mille architetture milanesi da lui stesso fotografate e 6mila tra edifici e monumenti schedati e geolocalizzati sulla mapp dell’app per iOS e Android ‘Pure Milano‘, di sua invenzione, risultato di anni di ricerche in archivi, libri e pubblicazioni. Questa l’impresa di Sosthen Hennekam che prende le mosse dalle sue due principali passioni: la fotografia e il design che lo hanno portato, nel tempo, a costruirsi una banca dati per gestire tutti i materiali raccolti sul tema. Materiali che, dal 2017, Hennekam ha iniziato a condividere sul profilo Instagram @pure_milan_photo generando un certo seguito, con oltre 8mila follower.

Cimitero Monumentale di Carlo Maciachini (1864-66). Ph. Hennekam

Hennekam, 54 anni, che vive in Italia da trent’anni e a Milano da sette, è a capo, insieme a Massimiliano Cirillo, dello studio di ‘architectural lighting design’ Corte Gherardi. Scopo dell’impresa è fornire “un riferimento privilegiato per appassionati, studiosi, architetti, studenti, turisti e chiunque sia interessato all’ampia varietà e qualità dell’architettura che la città di Milano ha da offrire – racconta Hennekam – il mio è un invito a vivere e osservare la città con ‘lentezza’. La app è una sorta di libro fotografico tascabile in cui tutte le mie fotografie sono visibili a schermo pieno e sono zoomabili per meglio appezzare i dettagli architettonici degli edifici. Inoltre, la funzione Search combina multiple voci di ricerca e tramite la geolocalizzazione, è possibile vedere gli edifici nelle vicinanze e come arrivarci”.

‘Pure’ è una guida in continuo aggiornamento destinata a crescere: l’intenzione di Hennekam è infatti integrare per tutte le schede presenti nell’app fotografie scattare da lui in prima persona. Un lavoro non semplice poiché ammette lui stesso: “Può richiedere anche diversi giorni per realizzare lo scatto giusto con la luce e la prospettiva migliore”. Le fotografie sono in bianco e nero in quanto “i colori possono distrarre da forme e proporzioni, così lascio il piacere di scoprirli a chi vuole andare a vederli di persona”.

Teatro alla Scala di Giuseppe Piermarini (1776-77). Ph. Hennekam

Ogni edificio nella app, che in futuro sarà integrata con intinerari tematici, è descritto riportando data di costruzione, architetto, stile, destinazione d’uso e artisti che hanno collaborato. L’applicazione è scaricabile gratuitamente dando l’accesso alle informazioni e alle foto di 100 edifici. All’interno dell’app è possibile sbloccare a pagamento (€ 19.99) la versione PRO, che dà accesso alla banca dati completa.

Tra le architetture schedate dall’app, Garage Italia in viale Certosa 86 di Mario Bacciocchi (1951-53), il Teatro alla Scala di Giuseppe Piermarini (1776-77), le Residenze Carlo Erba di Peter Eisenman, Lorenzo degli Esposti e Guido Zuliani nell’omonima piazza (2009-2019), il Cimitero Monumentale di Carlo Maciachini (1864-66) e la Casa degli Omenoni. Non mancano le architetture di protagonisti come Gio Ponti, Antonio Fenaroli, Piero Portaluppi e Luigi Caccia Dominioni. E luoghi più o meno recenti che sono nel cuore dei milanesi come le Colonne di San Lorenzo o il discusso L.O.V.E., più noto come ‘dito medio’, firmato da Maurizio Cattelan nel 2010 e collocato in piazza degli Affari.

Casa degli Omenoni o Palazzo Leoni-Calchi, costruito intorno al 1565. Ph. Hennekam
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