La difficile scelta tra due progetti d’impatto, quello di Manica+Sportium e quello di Populous. Sul tavolo ci sono 1,2 miliardi di euro di investimento. Il campo da gioco sarà ipogeo e al centro del comparto sorgerà una grande piazza.
Stando allo studio di fattibilità, il nuovo stadio sarà orientato in senso Nord/Sud con una leggera inclinazione verso ovest, anche per favorire la creazione di una grande piazza al centro del comparto. L’impianto poggerà su una piastra più ampia del suo sedime e sopraelevata rispetto al piano campagna di circa 2 metri, il cosiddetto Podium. Questo genererà superfici funzionali all’impianto – aree di servizio, punti vendita/ristoro, aree giocatori, accoglienza, aree stampa, locali tecnici, parcheggi, pari a 127.000 mq circa. Il campo da gioco sarà ipogeo, collocato fino a sette metri sotto lo zero di progetto, contenendo così l’impatto visivo e acustico della struttura e razionalizzando i percorsi di accesso ed esodo. Una struttura, dunque, decisamente meno invasiva rispetto a quella attuale. Il progetto prevede un impianto disposto su due anelli, con circa 60.000 posti. Ai tifosi ospiti saranno riservati due specifici settori, uno a nord e l’altro a sud, in funzione del club milanese che gioca in casa. Lo stadio è stato concepito per ospitare fino a 12.500 posti Premium, con flessibilità legata all’importanza del match e aree hospitality. È prevista anche un’area museale. Le misure del campo da gioco saranno le medesime del campo attuale e il tappeto erboso sarà sempre un manto di tipo ibrido composto da erba artificiale ed erba naturale insieme. La crescita sarà garantita da un sistema d’illuminazione artificiale e da un sistema di ricircolo dell’aria. Tutto si sviluppa intorno a una piazza centrale sulla quale affacceranno a sud il centro commerciale, al di sopra del quale sarà collocato uno spazio per l’intrattenimento, lungo le vie Dessié e dei Piccolomini, a nord edifici di altezze diverse con funzione terziaria e ricettivo-alberghiera, anche se ad oggi l’indicazione delle funzioni è indicativa. Lo Stadio dovrà essere realizzato in un unico volume, con un involucro laterale chiuso, affinché il suono possa propagarsi esternamente solo verso l’alto. Questo a garanzia del rispetto del limite acustico di 60 dB nelle aree circostanti. Per quanto riguarda infine l’impatto energetico, oggi lo stadio Meazza produce circa 2.000 tonnellate di CO2: grazie a impianti di ultima generazione e all’involucro molto performante, l’obiettivo è arrivare a ‘ emissioni zero’. Il 50% dei fabbisogni energetici sarà soddisfatto da fonti rinnovabili e sarà utilizzata acqua di falda per il 100% dei fabbisogni di riscaldamento e condizionamento. Per quanto riguarda gli aspetti energetici, è prevista la creazione di una rete di teleriscaldamento-teleraffrescamento, con produzione di energia centralizzata, così da ridurre la superficie di installazione, il numero di pompe di calore e pozzi, i costi di gestione e manutenzione, e generare maggiore efficienza energetica. Per ridurre il consumo di acqua, il progetto punta alla sua conservazione, massimizzazione del riciclaggio e forniture alternative, con un approccio integrato e sostenibile in tutto il sito. Fra le soluzioni considerate, anche sistema di aria condizionata con cattura dell’umidità, recupero di acqua piovana e di acque grigie.
Insomma, la realizzazione del nuovo stadio di Milano e del suo distretto multifunzionale disegnerebbe un importante elemento di identità e di ricucitura per il territorio circostante. Se oggi infatti l’area dello stadio rappresenta un elemento di interruzione e cesura fra i quartieri più popolari e le ville della città giardino, nonché un non-luogo durante le giornate in cui l’impianto non è attivo, la riqualificazione complessiva dell’area stabilirà una nuova continuità, caratterizzata dalla fruizione inclusiva del parco diffuso, dalla mobilità dolce e da una vita commerciale e sociale complementare ma autonoma e continuativa rispetto ai match-day. Un nuovo polo urbano, in un ampio percorso che si snoda tra luoghi dello sport e ampi spazi a parco pubblico, dal nuovo Palalido di piazza Stuparich al parco di Trenno, da Bonola all’Ippodromo, dalla piazza ipogea di Citylife al nuovo stadio di San Siro.

1,2 MILIARDI DA INVESTIRE
La proposta dei Club prevede un investimento di 1,2 miliardi di euro, interamente privato, per edificare il nuovo Stadio e il distretto multifunzionale, necessario alla sua sostenibilità, ma anche alla valorizzazione di un’area che oggi vive soltanto nei giorni di partita. Per la realizzazione dell’opera, prevista in 72 mesi, sono previsti circa 600 nuovi posti di lavoro. Quanto all’indotto occupazionale prodotto a regime da Stadio e distretto, l’incremento occupazionale è stimato da circa 3.000 a 3.500 posti annui.
I progetti finalisti della gara indetta da Milan e da Inter sono firmati dagli studi di architettura Manica+Sportium e da Populous. La presentazione è avvenuta lo scorso 26 settembre e ora si attende il pronunciamento del Comune di Milano. La timeline indicata nello studio di fattibilità tecnico ed economica, in particolare, prevede che, dopo la presentazione da parte di Ac Milan e Fc Internazionale Milano del progetto a Palazzo Marino (avvenuta lo scorso 10 luglio) entro 90 giorni il Comune di Milano si esprima nel merito. Entro 120 giorni, una Conferenza dei Servizi decisoria si dovrà pronunciare, nel caso, sul progetto definitivo. In caso di esito positivo, l’amministrazione ne dichiarerebbe la pubblica utilità. A questo punto i club andrebbero a predisporre un progetto definitivo completo in tutti i suoi aspetti architettonici e comprensivo delle eventuali integrazioni e modifiche richieste dall’amministrazione. Il Politecnico di Milano sarà advisor del masterplan. Sul tavolo ci sono 1,2 miliardi di euro di investimento.
LA VERSIONE DI MANICA+SPORTIUM
Gli anelli di Milano che si incontrano, sono il concept di Manica+Sportium. Le facciate sono aperte come un sipario teatrale e cambieranno colore, azzurro o rosso, a seconda della squadra che gioca in casa. Inoltre, pannelli della dimensione di un metro quadro ciascuno con i volti di oltre 16mila tifosi saranno un po’ la texture esterna del progetto. “L’icona di riferimento – spiega il team di Sportium – sono proprio gli anelli, che rappresentano l’unione delle due squadre e, in un’ottica di fair play, anche l’unione delle tifoserie, accomunate dall’identica passione per lo sport”. Il progetto nasce con una forte vocazione sostenibile ed ha l’obiettivo di conseguire la certificazione Leed, che a livello mondiale garantisce i più alti standard di sostenibilità. “Non siamo ancora arrivati a definire con precisione tutti i materiali che verranno utilizzati, ma – precisano da Sportium – saranno sicuramente eco sostenibili e riciclabili e ci sarà il riutilizzo completo del calcestruzzo di San Siro, come inerte di valore per le edificazioni successive, applicando lo stesso approccio che stiamo perseguendo a Cagliari con il Sant’Elia”.
Il concept ha come obiettivo la rivitalizzazione dell’intero quartiere di San Siro attraverso la creazione di un distretto dinamico e sostenibile, dove saranno presenti tutte le funzioni tipiche di un quartiere, ma che al momento sono assenti nella zona come: negozi, hotel, musei, ristoranti, assistenza medica. Il verde rappresenta un elemento preponderante di tutto il progetto, prevedendo la realizzazione di un grande parco urbano con 3.000 alberi ad alto fusto e il parco pensile più grande d’Europa (7 ettari). Lo stadio nasce, emergendo dal terreno, come edificio iconico all’interno del masterplan, una struttura innovativa che, come un organismo vivente, prenderà vita non solo quando sarà abitato, ma tutti i giorni con la brezza che, soffiando tra i 16.000 pannelli fotografici agganciati alla facciata, li farà muovere. Lo stadio è stato concepito per massimizzare l’esperienza del tifoso, con le tribune molto vicine al campo, garantendo la massima visibilità da ogni postazione e proponendo l’effetto muro di tifo, per “intimorire” le squadre avversarie. Rispetto all’efficientamento energetico “sono state previste misure sia attive che passive, nell’ottica di ridurre l’impatto delle nuove strutture sul contesto circostante, come l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione energetica, geotermia per caldo e freddo e fotovoltaico installato sul tetto piano dello stadio. Inoltre, le lastre fotografiche in facciata, essendo agganciate ad elementi metallici sospesi, permettono il passaggio dell’aria, creando così un effetto di ventilazione naturale del complesso, riducendone i consumi energetici e migliorando la vivibilità degli spazi”. Il vecchio Meazza, continuano i progettisti: “Rappresenta una pietra miliare nella storia del calcio, non solo milanese, ma italiana. Sebbene il nostro progetto preveda l’abbattimento dello stadio attuale, come richiesto dal bando, abbiamo comunque voluto mantenere una forte memoria visiva con il passato: il prato da gioco dello storico stadio diventerà un grande parco accessibile a tutti, un campo su cui tutti potranno giocare, perfettamente inserito nel verde urbano del complesso”. E non mancheranno i concerti nel nuovo stadio: “Questo stadio è progettato affinché possa ospitare qualsiasi tipo di evento, tutti i giorni e a tutte le ore, un edificio attivo in grado di accogliere qualunque tipo di manifestazione. Proprio per questo motivo la capienza è estremamente flessibile: lo stadio di base avrà complessivamente 60.000 posti, estendibili a 63.000/65.000 in base alle esigenze di coppa ed a circa 70.000 per i concerti. In merito all’acustica, lo stadio è chiuso sul lato ovest con la copertura che si estende verso il campo, mantenendo il suono all’interno dell’impianto. Sono presenti anche soluzioni che abbattono la trasmissione del rumore all’esterno, grazie alla chiusura degli spazi che, avendo più layer, consentono un controllo maggiore e quindi un abbattimento decisivo del rumore, a cui contribuiscono anche ulteriori elementi architettonici, come i pannelli metallici con i volti dei tifosi”.

LA VERSIONE DI POPULOUS
La Cattedrale, meno impattante visivamente e più discreta nella sua struttura leggera, prevede una pianta rettangolare e “prende ispirazione, quasi omaggia, i dettagli architettonici della cattedrale del Duomo di Milano e della Galleria Vittorio Emanuele” spiega Christopher Lee, architetto di Populous. La verticalità delle guglie e dei contrafforti gotici del Duomo viene ripresa nelle colonne che posizionate una accanto all’altra vanno a costruire la struttura esterna. Tutto è avvolto da un rivestimento in vetro, come se l’intera struttura dello stadio fosse racchiusa all’interno di una teca con, ovviamente, spazi interni di accesso e movimento per i tifosi. Il vetro, peraltro, agevola l’ingresso della luce e illumina la galleria interna. Qui troveranno posto una serie di servizi dedicati a chi frequenta lo stadio da tifoso, ma anche ai cittadini che potranno trovare punti di ristoro, bar e diverse lounges. Le tribune progettate appositamente per la Cattedrale saranno, nelle intenzioni dello studio, “le più accoglienti d’Europa, portando i tifosi più vicini che mai al campo da gioco e creando un’atmosfera indimenticabile”. Nella proposta dello studio internazionale Populous, dove oggi c’è lo stadio di San Siro, verrebbero creati 22 ettari di spazi verdi e di aree commerciali. In particolare, il progetto prevede la realizzazione di due grattacieli, che andrebbero ad aggiungersi a quelli della limitrofa CityLife, ulteriormente modificando la skyline della zona, con aree verdi e un edificio più basso dove attualmente sostano i tram in arrivo al Meazza. La piazza pubblica di connessione fra il nuovo distretto e lo stadio viene presentata come rialzata, con gradoni che scendono verso il nuovo San Siro. Nuove costruzioni adibite a uffici verrebbero realizzate anche sul lato nord, su via Achille. La Cattedrale è stata progettata per essere anch’essa di volta in volta l’unica e riconoscibile sia per i tifosi del Milan sia per i tifosi dell’Inter. Attraverso l’uso di installazioni tecnologiche cucite su misura per entrambe le tifoserie, sarà possibile trasformare drammaticamente l’aspetto architettonico dello Stadio, integrando le identità dei due storici club nella struttura stessa dell’edificio. Durante le partite dell’Inter, un serpente di luce blu avvolgerà le sue spire intorno alla struttura portante mentre durante le partite del Milan, le colonne saranno avvolte dai riflessi fiammeggianti emanati dalle profondità dell’edificio.
In termini di eco-sostenibilità, la Galleria sarà ventilata naturalmente e disporrà di strategie di riscaldamento passivo. Pannelli solari saranno integrati sulla copertura dell’edificio, generando elettricità immagazzinata in banchi di batterie. Tutta l’acqua piovana verrà raccolta con apposite tecnologie integrate per poter essere riutilizzata successivamente nell’impianto. I 22 ettari di spazi verdi permeabili che agevoleranno il deflusso dell’acqua piovana e contrasteranno l’effetto ‘isola di calore’. L’intero distretto sarà connesso ad un sistema di riscaldamento e raffrescamento centralizzato in maniera da massimizzare l’efficienza energetica. “La gente avrà la possibilità di passare del tempo insieme ci sarà un grande parco e al posto dell’attuale stadio, al centro del dischetto, nascerà un museo sotterraneo a cui accedere con un ascensore” conclude Lee.
