Il caso Hadid dimostra che Gli studi di architettura, sebbene espressione del fondatore, possono restare un brand anche dopo la sua scomparsa. La strada passa per l’aumento dimensionale e un’organizzazione in team.
Un tempo, gli studi di architettura non sopravvivevano alla scomparsa dei loro fondatori, mentre oggi le cose sono cambiate. La conferma di una continuità post mortem arriva dal team creato da Zaha Hadid, protagonista quest’anno di un’intensa attività che non si limita al ricordo e ai doverosi omaggi rivolti alla compianta architetto e designer irachena, ma ha sviluppato tanti nuovi progetti per mantenere e rafforzare quello che, nel mondo del design, può certamente essere definito un brand. “Zaha ci ha insegnato come si portano avanti le idee, ha impresso nelle nostre menti e nel nostro dna la volontà di sperimentare, di non smettere mai di inventare qualcosa di nuovo. Ed è questo modo di ragionare che ci permette di continuare anche senza di lei”, spiega a Pambianco Design Maha Kutay, per vent’anni al suo fianco, che ora ha assunto l’incarico di direttrice del design. La scommessa sul futuro è partita ad aprile 2016, all’indomani della scomparsa di Hadid, da un bilancio che, pur influenzato negativamente dalle difficoltà registrate in Asia e Medio Oriente, ha comunque registrato un fatturato di 46,6 milioni di sterline (-6%) senza tener conto dei 25 nuovi progetti in esecuzione, alcuni dei quali sono stati nel frattempo ultimati, e dei 28 in via di sviluppo. Tra questi, il centro culturale di Diriyah in Arabia Saudita, il parco tecnologico a Mosca e il centro culturale di Bournemouth in Inghilterra, mentre in Italia è stato recentemente inaugurato il rivoluzionario hub ferroviario ad alta velocità di Afragola-Napoli nord. Sul versante dei prodotti, Boffi ha messo a catalogo l’isola cucina Cove Kitchen insignita del premio Muuz nonché firmata Hadid e realizzata per un building residenziale da 39 appartamenti a New York, di cui l’azienda di Lentate sul Seveso aveva arredato anche l’ambiente bagno. Esposta in anteprima a Milano nello showroom Boffi, Cove Kitchen ha successivamente ottenuto il NYCxDesign Awards, assegnato durante Icff a New York, imponendosi nella categoria cucine. Cove propone tra le finiture delle ante anche il Corian®, i piani lavoro e la struttura esterna sono realizzati in Corian® Glacier White. L’ultimo Salone del Mobile è stata l’occasione per il tributo alla grandezza di Zaha Hadid, a poco più di un anno dalla scomparsa, con mostre ed esposizioni allestite in vari punti della città di Milano, dalla scultura White in the City all’Accademia di Brera alla collezione di oggetti esposti al WallpaperStore apartment, alla scultura Aura in esposizione al Bulgari Hotel.

La collaborazione con il brand romano controllato da Lvmh ha inoltre portato alla presentazione di una collezione di gioielli, denominata B.zero1, esposta a maggio nella boutique di via Montenapoleone. Altri progetti sono stati allestiti negli stand del Salone: il tavolo Aqua Table disegnato per Established & Sons, le lampade Duna ed Eve per Lasvit ed i centrotavola e tavolo Orbi e Nesta per Citco. Tornando a Boffi, c’è forte unione tra il team dello studio Hadid e l’azienda-icona delle cucine made in Italy. “I loro prodotti – evidenzia Kutay – rappresentano un sogno e sono destinati a spazi che aprono a mille immagini. Quella tra noi e Boffi è una collaborazione che vedrà molti altri prodotti e che potrebbe non limitarsi alle cucine. Del resto, quando entri a contatto con una realtà aziendale, saltano le barriere e si può ragionare ad ampio raggio”. Le prospettive riguardano non solo l’ambiente bagno, ma anche il marchio De Padova acquisito da Boffi nel 2015. Tutto è work in progress, nel quartier generale londinese di Zaha Hadid. “Ci piace sperimentare quanto più possibile e del resto è quel che avrebbe voluto continuare a fare Zaha, la cui visione ha cambiato il mondo dell’architettura”, conclude la nuova head of design.
