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Il contract mette le ali

Il contract mette le ali

by Redazione
26 Settembre 2016

Nel mondo ci sono 394 progetti di nuovi aeroporti, per un investimento complessivo di oltre 900 miliardi di dollari. È un business in cui il design italiano può entrare direttamente o tramite le attività commerciali interne agli scali. Tra le ceramiche industriali spicca il caso Florim.

Il business ha preso il volo. Tensioni internazionali e terrorismo non frenano gli investimenti in nuovi aeroporti, concentrati nei Paesi emergenti, né il restyling delle strutture in Occidente. Tra i primi spicca il caso dell’India, che annuncia un piano da cinquanta scali in tre anni, di cui dieci operativi entro il 2017, per sostenere il trasporto regionale. La Cina rilancia con 66 nuovi aeroporti in cinque anni per un investimento complessivo di 77 miliardi di yuan, pari a oltre 10 miliardi di euro, tra cui il secondo hub internazionale di Pechino. In Europa, i progetti più significativi riguardano il terzo aeroporto di Istanbul, operativo tra un anno, e quello travagliato di Berlino Brandenburg; negli Stati Uniti sono in corso i lavori di rinnovo e potenziamento degli scali di Orlando, New Orleans, Los Angeles e Tampa. Il report di Capa (Center for Aviation) indica progetti in corso per 394 nuovi aeroporti mondiali, con una spesa complessiva prevista di 900 miliardi di dollari tra costruzioni ex novo e ammodernamenti di strutture esistenti. Per le aziende italiane di design si tratta di una grossa opportunità, da cogliere stringendo i rapporti con il mondo contract.

Le pavimentazioni fornite da Florim per gli aeroporti di Birmingham, Varnes e l’allestimento dell’ambiente bagno a Milano Malpensa
Le pavimentazioni fornite da Florim per gli aeroporti di Birmingham, Varnes e l’allestimento dell’ambiente bagno a Milano Malpensa

I prodotti chiave spaziano dalle sedute ai bagni per gli spazi comuni, oltre all’allestimento di negozi e ristoranti/bar in collaborazione con i brand che operano nel canale aeroportuale. Anche la ceramica industriale è riuscita a ritagliarsi uno spazio primario, per caratteristiche di prodotto (igiene e solidità innanzitutto) e innovazione legata ai grandi formati. “La nostra produzione – afferma Stefano Torrenti, amministratore delegato di Florim, tra gli specialisti dell’airport business – è da sempre orientata al mondo del contract, comparto che negli anni ha conosciuto un rapido sviluppo diventando sempre più attrattivo ed economicamente rilevante”. Il gruppo di Fiorano Modenese, formato da cinque brand (Floor Gres, Rex, Cerim, Casa dolce casa e Casamood) per un giro d’affari di 374 milioni di euro e con 1.300 dipendenti diretti worldwide, ha uno storico che comprende tra gli altri la restroom di Milano Malpensa, l’aeroporto privato di Larnaca (Cipro), lo scalo di Londra-Gatwick con i rivestimenti dell’esclusiva Number One Traveller Lounge, la zona bagagli dell’aeroporto internazionale di Vaernes (Norvegia) e la Traveller Lounge di Birmingham (Inghilterra). Gli interlocutori di riferimento? “Nell’ambito aeroportuale – prosegue Torrenti – l’ottica è particolarmente ampia poiché comprende al suo interno anche ambienti commerciali, che implicano il coinvolgimento di una molteplicità di interlocutori, tra cui anche gli studi di progettazione”. Florim è attualmente coinvolta in alcuni progetti ‘top secret’, con possibilità di ulteriore sviluppo. “Il processo di globalizzazione – conclude l’AD – ha sicuramente favorito la capillarità dei trasporti, che sono diventati sempre più frequenti, veloci e affollati. Tutto questo ha inciso in modo impattante anche sul comparto aeroportuale, che si è adeguato con strutture più ampie e funzionali ed esteticamente di livello per rispondere ad un maggiore traffico commerciale e ad un flusso sempre più consistente di viaggiatori”.

di Andrea Guolo

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