Il contract si conferma leva di sviluppo per Unopiù. L’azienda storica di arredo outdoor di alta gamma ha chiuso il 2025 con un fatturato di 18 milioni di euro, in crescita del 6,2% rispetto ai 16,9 milioni dell’anno precedente, confermando la solidità di un percorso di trasformazione che nell’ultimo biennio ha profondamente ridisegnato il modello di business. “Il 2025 è stato un anno chiave, quello in cui abbiamo reso concreta una strategia avviata alla fine del 2023, quando sono entrato in azienda”, spiega Beniamino Garofalo, CEO di Unopiù. “Siamo passati da un’impostazione prevalentemente B2C a una struttura sempre più B2B, multicanale e fortemente orientata al contract, in particolare nel mondo dell’ospitalità”.
Ed è stato proprio il contract il principale driver della crescita: nel 2025 questo canale ha raggiunto il 25% del giro d’affari, rispetto al 14% del 2024, con un incremento del 60% in un solo anno. Un’accelerazione trainata da progetti di alto profilo nei settori hospitality e navale, con collaborazioni con brand internazionali come W Hotels, Falkensteiner, Borgo Egnazia, QC Terme e Rocco Forte, oltre a forniture personalizzate per le navi MSC World America ed Explora II. “Oggi dialoghiamo sempre più direttamente con architetti, developer e catene alberghiere che condividono la nostra visione di qualità e durata nel tempo”, sottolinea Garofalo. “In sintesi: meno promozione e più progetto”.
Italia ed estero: crescita a doppia cifra
Il mercato italiano si conferma centrale nella strategia di Unopiù, con una crescita del 56%, sostenuta da un lavoro sinergico con la rete dei rivenditori. “Il risultato italiano è frutto di una collaborazione molto forte con i partner sul territorio”, evidenzia il CEO, “un lavoro condiviso che ha dato risultati superiori alle aspettative”. Anche i mercati esteri registrano performance molto positive. “La Francia rappresenta una delle nostre principali aree di forza, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente”, prosegue Garofalo. “Bene anche il bacino del Mediterraneo e, in particolare, l’area di Dubai, che cresce di oltre il 10%. Molto positiva infine l’Europa dell’Est, con un +36%, trainato da Paesi come Croazia e Montenegro”.
Nel corso del 2025 l’azienda ha aperto un secondo punto vendita a Dubai, avviato uno shop-in-shop con Tollman’s in Israele, stretto nuove collaborazioni in Brasile e nell’area di Bordeaux (con Silvera), oltre a rafforzare la presenza a Miami e in Libano. A queste iniziative si aggiungono il rinnovamento dello showroom di Milano e la riapertura dello spazio di Parigi. “La nostra internazionalizzazione non è solo retail, ma soprattutto relazione con i professionisti locali”, sottolinea Garofalo. “Vogliamo costruire network solidi con architetti e contractor nei mercati più dinamici”.

Obiettivi 2026: nuove collezioni e mercati strategici
Archiviato un 2025 in crescita, Unopiù guarda al 2026 con un obiettivo chiaro: raggiungere i 21 milioni di euro di fatturato. La strategia è già tracciata e passa innanzitutto dallo sviluppo di nuovi prodotti. “Al Salone del Mobile, se non prima, presenteremo nuove collezioni completamente pronte per il mercato, non semplici prototipi”, anticipa il CEO. “Nonostante un contesto macroeconomico e geopolitico complesso, l’azienda punta a rafforzare ulteriormente i mercati di Stati Uniti e Regno Unito, crescere nel Middle East – inclusa l’Arabia Saudita – e consolidare le aree chiave, che restano Italia e Francia. Sul fronte fieristico, Unopiù aumenterà la propria presenza internazionale: oltre al Salone del Mobile, sarà presente a Downtown Design Dubai e BDNY, considerati appuntamenti strategici per lo sviluppo del brand. Un ulteriore focus sarà il potenziamento del CRM, che evolverà in una piattaforma anche B2B, con l’obiettivo di rendere più strutturata e continua la relazione con tutti gli stakeholder del mercato”.
Sostenibilità come leva di crescita
La sostenibilità resta un pilastro della strategia aziendale. “Per noi la sostenibilità parte da un principio fondamentale: realizzare prodotti di altissima qualità, progettati per durare nel tempo», conclude Garofalo. “Un prodotto che dura molti anni è, di per sé, un prodotto sostenibile, perché riduce la necessità di sostituzione e limita l’impatto ambientale legato alla produzione e alla movimentazione”. Accanto a questo, Unopiù porta avanti un forte impegno sul fronte sociale, valorizzando le persone e i contesti locali nei Paesi in cui opera, e investe in certificazioni – come quelle attive in Indonesia – che consentono l’utilizzo di materiali provenienti da filiere riforestabili. “È un impegno concreto che portiamo avanti con continuità”, conclude il CEO.
