Nato dalla visione innovativa del gruppo italiano di ospitalità di lusso Romeo Collection e firmato dall’iconica architetta Zaha Hadid, il Romeo Roma, è la nuova apertura nella Capitale della collezione ma soprattutto un connubio perfetto tra design contemporaneo, arte antica e accoglienza di qualità. Nota per il suo impegno verso un lusso etico e sostenibile, Romeo Collection lancia così nel cuore della città eterna il suo secondo hotel di design che segue il Romeo Napoli. Situato a pochi passi da Piazza del Popolo, all’interno dello storico Palazzo Capponi, edificio risalente al XVI secolo, il Romeo Roma è un vero boutique hotel da 74 camere il cui progetto nasce per dare vita a un nuovo standard di resort urbano che incarna il concetto lusso consapevole, fondendo arte, architettura, design, gastronomia e benessere in una cornice senza tempo.
Al centro del Romeo Roma così ad esempio si trova un cortile interno che è stato concepito come una piazza urban contemporanea all’interno della quale design e convivialità si incontrano. Vero cuore pulsante dell’hotel, questo spazio accoglie gli ospiti in un ambiente che invita alla socializzazione e al relax, pur mantenendo un’atmosfera di esclusività. Pur circondato dalle facciate storiche del palazzo, il cortile ospita alcune delle experience più contemporanee dell’hotel, tra benessere e gastronomia. Queste venues così creano un dialogo continuo tra accoglienza e architettura, grazie anche alla presenza degli arredi di design, delle installazioni artistiche – quali opere di Christian Leperino, Mario Schifano, Mimmo Paladino, Francesco Clemente, Arnaldo Pomodoro e Igor Mitoraj – e di un verde accuratamente selezionato; tutti elementi che trasformano il cortile in un’oasi urbana, nel quale il ritmo frenetico di Roma sembra dissolversi.

Un progetto complesso che ha reso necessaria una lavorazione articolata e puntuale che, partendo dall’idea di Zaha Hadid si è sviluppata lungo un lavoro sul campo di costruzione e insieme restauro. Abbiamo chiesto all’architetto Ivan Russo di Romeo Design come è stato possibile quindi, anche e soprattutto a livello progettuale, tirare le fila e portare a termine il tutto creando una struttura così all’avanguardia pur se immersa totalmente nella storia e nel fascino ‘eterno’ della Capitale.
Qual è stata la sfida principale nell’intervenire su un edificio così antico e dal passato così unico? “La complessità del progetto è stata quella di rispettare la stratificazione storica di Palazzo Capponi, che risale al 1600 con addizioni degli anni Cinquanta, trasformandolo in una struttura ricettiva contemporanea. La principale sfida è stata bilanciare l’esigenza di preservare l’autenticità del luogo con la necessità di realizzare spazi funzionali e fluidi. Le numerose modifiche apportate nel corso dei secoli avevano alterato profondamente l’architettura originale, rendendo il percorso interno caotico. Abbiamo lavorato per ricostruire un senso di armonia, rendendo gli spazi accessibili e intuitivi”.

Come si è intervenuti per valorizzare gli spazi senza alterare la natura storica dell’edificio? “Abbiamo adottato un approccio conservativo e rispettoso. Non è stato possibile modificare le strutture portanti storiche, ma abbiamo lavorato per reinterpretare elementi architettonici tradizionali, come le volte a botte e a crociera, arricchendoli con decorazioni contemporanee. L’uso di materiali italiani pregiati, come il marmo di Carrara e l’ebano amara, ha permesso di creare un dialogo tra passato e presente. Elementi moderni, come le curve fluide e la parete d’acqua dinamica, sono stati inseriti per garantire un equilibrio estetico e funzionale”.
Qual è stato il contributo della collaborazione con Zaha Hadid e come si integra nel progetto? “Collaborare con Zaha Hadid ha rappresentato un elemento distintivo del progetto. Le sue linee fluide e dinamiche si integrano perfettamente con l’architettura seicentesca, creando un contrasto che sorprende e coinvolge. L’obiettivo era suscitare un effetto inaspettato tipico della Romeo Collection, enfatizzando il dialogo tra antico e moderno. Questo approccio è visibile sia nella lobby, dove le onde tridimensionali creano un effetto immersivo, sia nei dettagli come le installazioni artistiche, che arricchiscono ogni ambiente. L’arte poi è parte integrante dell’esperienza Romeo. Più di 350 installazioni arricchiscono le camere e gli spazi comuni, creando un dialogo continuo tra design e cultura. La lobby, ad esempio, ospita opere come la ‘schiuma marina’ di Leperino, che dialoga con il contesto storico. Nel ristorante di Alain Ducasse, i dipinti di Francesco Clemente stabiliscono un legame ideale tra Roma e Napoli, esprimendo una narrazione artistica coerente con l’identità della collezione. Anche i reperti storici, come la testa di Drusilla moglie di Augusto, sono stati integrati nel design per valorizzare il patrimonio archeologico del palazzo”.

Come è stata affrontata la sostenibilità in un progetto così ambizioso? “La sostenibilità è stata al centro delle scelte progettuali. Per la Spa, ad esempio, abbiamo utilizzato materiali innovativi come la ceramica giapponese fotocatalitica Toujolind, capace di purificare l’aria. Le pareti d’acqua creano un ambiente rilassante e migliorano l’acustica, mentre il sistema drenante della lobby protegge dagli agenti atmosferici. Anche l’illuminazione è stata progettata per essere discreta ed efficiente, utilizzando tecnologie a basso consumo e privilegiando materiali naturali e riciclabili.

Quali soluzioni sono state adottate per creare equilibrio tra design e comfort? “Ogni ambiente è stato studiato nei minimi dettagli per offrire un comfort senza compromessi. Ad esempio, nella Cigar Room, il legno è stato lavorato artigianalmente con estrema precisione per creare superfici curve che trasmettono calore e accoglienza. Nella Spa, materiali come il legno di frassino termocotto e la pietra lavica riscaldata rilasciano oli essenziali che favoriscono il relax. Per la piscina, il design integra la natura storica del cortile, con la conservazione della magnolia secolare e l’utilizzo di materiali moderni come il Krion bianco per la scala esterna, che si fonde armoniosamente con il paesaggio circostante”.
Cosa rende unico il progetto di Romeo Roma rispetto ad altri hotel di lusso? “La struttura è unica nel suo genere per la capacità di combinare il lusso contemporaneo con un profondo rispetto per la storia. Non si tratta solo di un hotel, ma di un vero e proprio viaggio nell’arte, nella cultura e nell’architettura. L’integrazione di elementi storici, come i reperti archeologici visibili nel piano interrato, e di tecnologie all’avanguardia crea un equilibrio raro e prezioso. Ogni spazio è progettato per offrire un’esperienza immersiva, che permette agli ospiti di vivere Roma in modo autentico, ma con il massimo del comfort e dell’eleganza”.

