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Cresce l’attenzione e il valore degli oggetti di design

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Cresce l’attenzione e il valore degli oggetti di design

by Maria Adelaide Marchesoni
5 Marzo 2025

Nel 2024 cavalcando il trend positivo degli ultimi anni le vendite di design in asta hanno presentato una serie di pezzi straordinari che hanno raggiunto cifre inimmaginabili in passato e hanno confermato che nel mercato attuale il Design tende ad essere considerato sempre più una forma d’arte e un oggetto di design, per alcuni esperti e operatori, può rappresentare un investimento a medio termine, soprattutto se supportato da una bibliografia interessante. Per altri esperti, il concetto di investimento nell’oggetto di design non è così immediato come nel fine art, dove gli artisti possono essere considerati, e molti di loro lo sono, delle forme di investimento. I tempi per il design come forma di investimento non sono ancora maturi, occorrono circa dieci anni per vedere aumentare il valore iniziale investito e solo alcuni artisti/designer come Alberto e Diego Giacometti, Claude e François-Xavier Lalanne tendono a diventare dei valori d’investimento. Nel 2024 la parte del leone è stata, ancora una volta, appannaggio di questi artisti che da tempo dominano il mercato internazionale. Tra questi protagonisti non va dimenticato Jean Royère e le sue opere più famose, nate in risposta alla rottura con il funzionalismo, espressione di un diverso tipo di modernità, che ha reso unico e desiderabile il suo lavoro.

I big francesi in asta

In asta sono stati soprattutto i francesi a segnare cifre stellari mentre i maestri del design italiano, pur molto apprezzati a livello internazionale, negli incanti si attestano ad un livello di prezzo più contenuto. “Se si guarda alla nostra top 10 dei lotti venduti nel 2024 – afferma Sonja Ganne International Director Design e Chairwoman 20th Century Department – si trovano solo tre nomi: Lalanne, Giacometti e Rateau. Gli ultimi due anni hanno confermato l’esistenza di un mercato stabile e molto forte per i migliori artisti/designer francesi, e la clientela apprezza le creazioni di Alberto e Diego Giacometti, di Armand-Albert Rateau, Claude e François-Xavier Lalanne, oltre al gruppo di designer iconici degli anni Cinquanta, come Jean Prouvé, Charlotte Perriand, Jean Royère, Serge Mouille e Georges Jouve, tutti entrati nella storia”.

“Il mercato di questi artisti/designer – prosegue Sonja Ganne – è iniziato e si è sviluppato per quattro decenni con un’evoluzione progressiva sostenuto da mercanti riconosciuti a livello internazionale che li promuovono continuamente, attraverso mostre, collaborazioni, pubblicazioni, oltre a ottenere il riconoscimento museale e istituzionale”.

Inoltre va sottolineato che le opere d’arte decorativa di Alberto e Diego Giacometti e le stravaganti creazioni di Claude e François-Xavier Lalanne sono trasversali alle categorie di vendita in asta, sono offerte dai dipartimenti di Arti Decorative e di Design tanto quanto del Fine Art. “Si rivolgono a collezionisti di entrambi i settori – afferma Ganne – che si traduce in risultati d’asta che raggiungono regolarmente prezzi che vanno da diverse centinaia di migliaia a diversi milioni di euro/$ per le opere più rare e di provenienza famosa, si rivolgono a un ampio mercato internazionale, che si estende dall’Europa all’America e all’Asia, sono facilmente riconoscibili, si adattano a ogni tipo di ambiente, portando la poesia nella vita quotidiana”. Nel 2024 il dipartimento 20th Century Design ha generato un volume d’affari pari a  142,9 milioni di euro in crescita rispetto ai 126,9 milioni di euro del 2023.

Anatomia di un successo

Per un quarto di secolo, il valore di François-Xavier Lalanne è cresciuto costantemente. L’apice è stato raggiunto nel 2009, con la storica vendita della collezione Yves Saint Laurent – Pierre Bergé orchestrata da Christie’s a Parigi. Questo evento ha segnato l’inizio di un’ascesa fulminante, facendo dei Lalanne gli artisti più ricercati sul mercato dell’arte. All’asta, Lalanne è ora davanti a leggende come Henri Matisse e Vincent Van Gogh, con un volume d’affari nel 2024  superiore ai 100 milioni di dollari nonostante il clima economico cupo. Questa mania si è diffusa nelle sale d’asta americane e tra una clientela internazionale alla ricerca di opere singolari e senza tempo.

Non meno notevole l’entusiasmo da parte dei collezionisti e degli appassionati per Jean Royère che con la sua coppia di iconiche poltrone Boule ha segnato da Phillips il miglior lotto dell’anno nell’asta di design dell’11 dicembre a New York, quando il martello si è fermato all’impressionante prezzo di 1,875 milioni di dollari triplicando la stima bassa, stabilendo un nuovo record mondiale d’asta per il modello. Le poltrone Boule, che esemplificano il genio, l’inventiva e la maestria di Royère, eliminando le linee taglienti per creare una silhouette organica e graziosamente inclinata, sono state soprannominate Ours Polaire (Orsi Polari). Nonostante il top lot dell’anno di origine francese, la casa d’asta Phillips, come sottolinea Domenico Raimondo, Head of Department, Design, Europe and Senior International Specialist, continua a guidare il mercato del design italiano, raggiungendo record mondiali per architetti e designer di fama come Gio Ponti, Piero Fornasetti, Carlo Scarpa e Studio BBPR.

Le aste di design in Italia

In Italia il design ha evidenziato in generale un andamento positivo generato da cataloghi per la maggior parte dedicati al design italiano con i pezzi iconici di designer visionari del XX secolo. Il Dipartimento Design di Cambi nel 2024 ha registrato un fatturato complessivo di 4,2 milioni di euro, posizionandosi tra i primi tre dipartimenti più performanti della casa d’aste. “Dopo un primo semestre con risultati eccellenti – ci spiega Piermaria Scagliola, Direttore del dipartimento di Cambi – con un volume d’affari di 2,6 milioni di euro, trainato da una delle migliori aste primaverili degli ultimi anni, nel secondo semestre i risultati sono stati inferiori alle attese ma sono da leggere al netto di un’asta importante, Fine Design di dicembre, che abbiamo preferito spostare a gennaio per evitare un eccessivo affollamento di appuntamenti, con conseguente variazione del volume d’affari annuale. Nonostante questo, i risultati per i pezzi di design iconico e storico, come quelli di Carlo Mollino, Gabriella Crespi e Max Ingrand, dimostrano la maturità del mercato per opere di alto valore, inoltre si nota una crescente attenzione verso i designer italiani e un consolidamento del design come forma d’arte, specialmente per i pezzi unici”.  Tra le aggiudicazioni più interessanti di Carlo Mollino, la sedia per la casa editrice Lattes, 125.000 euro, di Max Ingrand la lampada a sospensione mod. 2223, per 81.350 €, e lampade da parete, 25.100 €., di Gabriella Crespi la lampada Rising Sun, 27.600 €.

“I nostri appuntamenti – afferma Salvatore Ferraiuolo Specialist di Finarte – hanno confermato l’interesse verso la qualità di ricerca e l’approfondimento culturale legato alla proposta di catalogo; si inserisce in quest’ottica un particolare interesse per il settore dell’illuminazione, oggetti immancabili nelle case e l’arte decorativa che diventa sempre più ricercata dai collezionisti di tutte le fasce”. Anche per l’esperto di Finarte i nomi più ricercati restano i grandi maestri del design italiano, come Franco Albini, Ico Parisi, Osvaldo Borsani, Ettore Sottsass, Gio Ponti, Afra e Tobia Scarpa con un’attenzione sempre maggiore verso i lavori di Gaetano Pesce, Alessandro Mendini e Gae Aulenti, la cui retrospettiva alla Triennale ha permesso di approfondire con una visione attenta e analitica il lavoro della poliedrica artista italiana. Il volume d’affari 2024 del design di Finarte si è attestato a  600 mila euro leggermente inferiore a quello del 2023, pari a 740 mila euro. Volume d’affari in calo anche per il dipartimento Design di Pandolfini sceso a circa 901 mila euro da 1,3 milioni di euro del 2023. Tra i lotti offerti, nel corso dell’anno, grande interesse per il secondo dopoguerra oltre ad una maggior attenzione al design degli anni ‘70 e Decó.

Il dipartimento di Design di Bolaffi ha chiuso il 2024 con un volume d’affari in aumento a 968 mila euro rispetto agli 872 mila euro del 2023. “Il 2024 è stato un anno complessivamente positivo – afferma lo specialista Alberto Serra – e in particolare la vivace asta primaverile ha suscitato grande interesse e i segnali di stabilizzazione del mercato, già riscontrati alla fine del primo semestre, sono stati confermati dall’asta autunnale”.

Le attese 2025

“Per il 2025 – prosegue Alberto Serra – si consoliderà la tendenza a ricercare oggetti di grandi qualità e rarità, è prevedibile una rarefazione delle richieste, progressivamente più mirate e puntuali, in particolare per quanto riguarda le produzioni più correnti e in generale gli oggetti da collezione”. Per Cambi le previsioni sono ottimistiche “con attese di maggiore stabilità rispetto al 2024 in relazione all’auspicato superamento delle attuali crisi internazionali e una domanda in crescita per i pezzi storici di alta qualità; il design italiano continuerà a essere protagonista, sostenuto dalla domanda internazionale e dalla rivalutazione di designer del passato come Osvaldo Borsani e Carlo Bugatti” afferma il Direttore Piermaria Scagliola. “Se modernismo e postmoderno sono stati i movimenti più rilevanti cresce però l’attenzione per il design sostenibile perché con il collezionismo e il riuso si può ottenere un risultato tra i più sostenibili possibile; infine la fascia alta del mercato e i pezzi iconici continueranno a trainare il settore, con la speranza che anche i segmenti meno universali possano beneficiare del rinnovato interesse per il design come forma d’arte” conclude l’esperto di Cambi.

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