Boffi|De Padova continua il suo percorso di crescita strategica e di consolidamento. “Entro fine anno fondiamo le tre aziende, Boffi, DePadova e ADL che produce sistemi di apertura e chiusure, per ottimizzare le sinergie di gruppo”, ha spiegato a Pambianco Design Roberto Gavazzi, CEO e presidente di Boffi|De Padova, tra i maggiori gruppi dell’arredo-design d’alta gamma che, dalle sue origini ha sempre operato nel mondo della cucina, ma poi si è allargato al bagno, agli armadi, ai mobili della zona giorno, agli imbottiti, alle porte, quindi a tutti gli ambienti della casa, incluso l’outdoor. “L’operatività non cambia. Rimangono le tre business unit che continuano a operare come prima, ma saranno sotto lo stesso tetto. I tre marchi rimarranno valorizzati con il proprio dna, ma la distribuzione diventa Boffi|De Padova con i tre brand che insieme si completano e offrono una gamma completa per la casa. Quest’anno presentiamo anche un intero catalogo dedicato alla luce altro elemento importante dei nostri progetti”.
Il servizio al cliente è infatti uno dei pillar fondamentali del gruppo: non solo offerta di prodotti, ma anche supporto al network attraverso l’assistenza progettuale al cliente-rivenditore. Metodologia che permette in tempi brevi di ottimizzare progetti customizzazioni, che danno vita a ordini già ottimizzati, con una conseguente maggior efficienza nel processo di vendita e consegna.
“Abbiamo chiuso il fatturato consolidato 2024 a 130 milioni di euro, con una crescita del 3% rispetto all’anno scorso. L’aggregato a 160 milioni”, ha aggiunto Gavazzi. Nei prossimi anni la scommessa è anche il retail, unito in percentuale minore anche al contract.

“Ci stiamo concentrando sul retai che dà la forza alla nostra azienda. Pensiamo di aumentare il numero di negozi, soprattutto diretti, e arrivare a 30 nei prossimi anni, perché è il nostro modo per controllare la distribuzione. Intanto apriremo due negozi negli Usa nel prossimo biennio”, ha continuato Gavazzi. Ad oggi i flagship store diretti nel mondo sono 24 – quattro in Italia, uno in Asia, dodici in Europa e sette in Usa – che generano 70 milioni, oltre cioè il 50% del fatturato. “I negozi monomarca non diretti sono invece in Asia dove è necessario avere un partner locale per gestire il mercato. Gli stati Uniti sono un mercato molto forte su cui ci aspettiamo di crescere, così come in Asia e Cina. Ad oggi il contact pesa poco, circa il 5-10% del fatturato complessivo perché siamo più orientati e concentrati sul retail che dà forza alla nostra azienda. Lavoriamo ad ogni modo sul contract di alto di gamma in Medio Oriente, Usa e mercato mediorientale con progetti premium”.
